Trasformare le raccomandazioni della medicina preventiva ed estetica in piatti fumanti portatori di salute e rallentamento dei processi di invecchiamento cellulare è la mission del progetto “ARTE E SALUTE IN CUCINA” della dott.ssa Chiara Manzi.
Una passione contagiata a medici, cuochi di fama internazionale, istituzioni, scuole di cucina di altissimo livello (dall’ALMA di Gualtiero Marchesi all’IPSAR SAFI del centro ELIS di Roma), tutti insieme alla ricerca di ricette e metodi di cottura “wellness” dove gusto e salute si sposano alla perfezione.
Perché la cucina tradizionale, anche quella mediterranea, va rivisitata in chiave “WELLNESS” cioè GUSTO + SALUTE + RALLENTAMENTO DEI PROCESSI DI ORIENTAMENTO.
Il comitato scientifico di ARTE E SALUTE IN CUCINA composto da medici di medicina estetica e preventiva e dietisti ha sapientemente cercato alleanze nel mondo gastronomico trovando risposta adeguata nell’Istituto Alberghiero SAFI del Centro ELIS di Roma, dove gli insegnanti di cucina sono laureati in Dietistica. In meno di due anni hanno sperimentato metodi di cottura e oltre 130 ricette anti age: a basso contenuto lipidico, ricche di vitamine, minerali, antiossidanti e fibra. Ogni ricetta, per essere promossa wellness e anti–age passa due esami: il vaglio gustativo delle studentesse dell’istituto alberghiero e successivamente l’analisi nutrizionale del comitato scientifico.
Come trasmettere tutto ciò al mercato della ristorazione collettiva, dove i margini sono “sottili” e i clienti esigenti ma attenti al portafoglio?
Una sfida formativa che ARTE E SALUTE IN CUCINA ha accettato da anni con risultati eccellenti. Una tesi di laurea ha dimostrato che l’89% delle persone formate cambiano stabilmente modo di cucinare.
Il segreto? Il mix di nutrizione e gastronomia con una didattica innovativa.
I docenti di ARTE E SALUTE IN CUCINA hanno disegnato piani formativi per ogni azienda o ristorante, utilizzando la didattica dell’ “edutainment”: insegnare divertendosi, partendo dalla valorizzazione delle competenze dei cuochi e agendo “sul campo”, in cucina con un training on the job.
Un metodo vincente quando si tratta di cambiare comportamenti radicati e quando non far assentare i cuochi dal posto di lavoro comporta problematiche organizzative ed economiche non indifferenti.
Il risultato è che la cucina del benessere non è più cara perché suppone piccoli ma costanti cambiamenti nei processi di produzione pasti che
• non aumentano i tempi di lavorazione
• non comportano alterazioni nella resa e nei costi della materia prima (non consigliamo cibi BIO, DOP, IGP…)
• non sono necessarie attrezzature che ordinariamente non siano presenti nelle cucina
… e le aziende più sensibili alle esigenze di benessere dei clienti hanno accolto la sfida.
Chiara Manzi
Presidente del comitato scientifico ARTE E SALUTE IN CUCINA