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Archibio.com  >  Ambiente >  Qualità ambientale >  Salute e ambiente - le novità del Regolamento REACH (3)

Salute e ambiente - le novità del Regolamento REACH (3)

Il regolamento REACH prevede l'obbligo della registrazione e valutazione di tutte le sostanze chimiche immesse sul mercato e utilizzate nei cicli produttivi

Autore Marco Monari
Categoria Qualità ambientale

Parte 3 di 5

La storia della legislazione europea relativa all’ambiente correlata al REACH prende vita dal 1967, anno in cui abbiamo la prima legislazione europea che riguarda le sostanza chimiche (DSD – Dangerous Substances Directive)[1], mentre nel 1988 troviamo la DPD (Dangerous Preparation Directive)[2]. Entrambe le normative stabiliscono i criteri per definire i rischi per la salute e l’ambiente correlati alla classificazione, all'imballaggio e all'etichettatura dei preparati pericolosi.

Tra queste due normative troviamo la Direttiva 76/769/CEE (restrizione alla commercializzazione e all’uso di sostanze e preparati pericolosi), che è una Direttiva del Consiglio del 27 luglio 1976 concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri relative alle restrizioni in materia di immissione sul mercato e di uso di talune sostanze e preparati pericolosi.

Nel 1991, con la direttiva 91/155/CEE[3], si affrontano le problematiche inerenti alla Scheda dati di sicurezza e, nel 1993, con il Regolamento n. 793/93/CEE[4], è trattata la valutazione e gestione del rischio sostanze esistenti. E’ opportuno precisare che con quest’ultimo Regolamento il Legislatore si proponeva l’obiettivo di approfondire le conoscenze sulle sostanze classificate EINECS, con la consapevolezza che il sistema di gestione esistente considerava le sostanze non pericolose finché non veniva dimostrato il contrario da un’Autorità Pubblica. I risultati di uno studio condotto nel 2000 dall’Agenzia per la Protezione Ambientale Danese sulle 100.204 sostanze EINECS hanno rivelato che per circa il 90% di tali sostanze i dati relativi alla pericolosità per l’uomo o per l’ambiente sono assenti o carenti (Savini-Mattarelli, UNIBO, 2010)[1].

Nel 1999 la Direttiva 1999/45/CEE[2]Direttiva preparati pericolosi – aggiorna i contenuti della precedente Direttiva emessa per regolamentare la classificazione, all'imballaggio e all'etichettatura dei preparati pericolosi. Grazie anche a quest’ultima normativa prosegue il progetto REACH, iniziato l’anno prima, nel novembre 1998, quando la Commissione Europea aveva presentato, su richiesta del Consiglio Europeo, una relazione sul funzionamento dei “quattro strumenti” nel panorama della Chimica in Europa [documento di lavoro SEC(1998) 1986].

Nel giugno 1999, il Consiglio Europeo dà indicazioni circa la necessità di adottare una nuova strategia per la gestione e il controllo dei rischi delle sostanze chimiche per la salvaguardia della salute della popolazione e dell’ambiente. La Commissione Ambiente presenta nel febbraio 2001 il Libro Bianco “Strategia per una politica futura in materia di sostanze chimiche” COM(2001) 88. Nell’ottobre 2003 la Commissione Europea, presieduta da Romano Prodi, presenta, dopo un’ampia consultazione pubblica, la proposta di regolamento COM(2003) 644 “Registration, Evaluation, Authorisation of CHemicals (REACH)”. Questa prima bozza di regolamento prevede 137 articoli e 17 allegati.

Poco meno di un anno dopo, nel giugno 2004, si diffonde il timore relativo al possibile impatto degli emergenti mercati asiatici sulla Comunità Europea. Si pensa che l’applicazione del Regolamento REACH possa far perdere di competitività il Mercato Europeo: sono in corso le Elezioni Europee e il percorso del Regolamento REACH rallenta. (Orengia, 2011,AUSL TO1)[3]. Il percorso del REACH riprende vigore nel novembre 2005 quando viene approvato in “Prima lettura” dal Parlamento Europeo su proposta della Commissione. Nel giugno 2006 vi è un altro passaggio al Parlamento Europeo con l’adozione formale della posizione comune. Finalmente il 13 dicembre 2006, dopo la “Seconda lettura” del Parlamento Europeo vi è la ratifica definitiva da parte del Consiglio (18 Dicembre 2006).

Il 18 dicembre 2006 viene emanato il Regolamento (CE) n.1907/2006 del Parlamento Europeo e del Consiglio concernente la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH), che istituisce un’Agenzia europea per le sostanze chimiche, che modifica la Direttiva 1999/45/CE e che abroga il regolamento (CEE) n. 793/93 del Consiglio e il regolamento (CE) n. 1488/94 della Commissione, nonché la direttiva 76/769 CEE del Consiglio e le direttive della Commissione 91/155/CEE, 93/67/CEE, 93/105/CE e 2000/21/CE” pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea del 30/12/2006.



 


[1] http://www.dista.unibo.it/didattica/REACH_AGRARIA.pdf

[2] Direttiva 1999/45/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 maggio 1999, concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri relative alla classificazione, all'imballaggio e all'etichettatura dei preparati pericolosi.

[3] www.regione.piemonte.it



[1] Direttiva 67/548/CEE del Consiglio del 27 giugno 1967 concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative relative alla classificazione, all'imballaggio e all'etichettatura delle sostanze pericolose Gazzetta ufficiale n. 196 del 16/08/1967 PAG. 0001 - 0005, a tutt’oggi modificata modificata dalla direttiva 92/37/CEE.

[2] Direttiva 88/379/CEE del Consiglio, del 7 giugno 1988, per il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri relative alla classificazione, all'imballaggio e all'etichettatura dei preparati pericolosi a tutt’oggi modificata dalla direttiva 90/492/CEE.

[3] Direttiva 91/155/CEE della Commissione, del 5 marzo 1991, che definisce e fissa, in applicazione dell'articolo 10 della direttiva 88/379/CEE del Consiglio, le modalità del sistema di informazione specifica concernente i preparati pericolosi

[4] Regolamento (CEE) N. 793/93 del Consiglio del 23 marzo 1993 relativo alla valutazione e al controllo dei rischi presentati dalle sostanze esistenti (GU L 84 del 5.4.1993, pag. 1)







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